A fine 2012 il cloud computing varrà 443 milioni di euro.

Il dato emerge dal primo osservatorio sul cloud redatto dal politecnico di Milano, che ha coinvolto oltre 700 aziende italiane, tra piccole e grandi imprese. La cifra stimata è stata ottenuta chiedendo alle aziende – quindi non ai fornitori – se utilizzano il cloud, ossia il servizio di memorizzazione, archiviazione ed elaborazione dei dati online, che consente di conservare le informazioni in un unico posto, accessibile in qualunque momento.

Il risultato ha mostrato che le piccole e medie aziende non lo utilizzano ancora. Infatti la spesa per il cloud è sostenuta per il 95% dalle grandi aziende e sono sempre i responsabili IT delle grandi aziende ad utilizzarlo maggiormente (tra essi rientra circa il 65% degli utenti, mentre il 10% dei responsabili IT interpellati ha dichiarato di non conoscere il servizio, né il significato della parola “cloud”). In effetti il 54% della spesa è dovuta al private cloud, cioè quello costituito da risorse in rete che è la stessa azienda ad utilizzare. Il public cloud, quello con le risorse condivise, vale invece 203 milioni di euro. Cifre che appaiono ancora troppo piccole per accelerare la crescita del digitale nel nostro paese.